giovedì 1 settembre 2016

1. Dicono di me

ATTENZIONE: [i fatti e i personaggi qui descritti sono inventati (...forse). Ogni riferimento, quindi, è puramente casuale. Se qualcuno si “riconoscerà” o si sentirà offeso, potrà essere solo per due motivi: o perché particolarmente egocentrico, o perché ciò che dico non è completamente delirante (il che è anche peggio).]

Dicono tante cose di me, che sono troppo schietta, delle volte scontrosa. Mi hanno anche rimproverato di “giudicare” troppo in fretta le persone. La verità è che considero questa la mia migliore qualità; il mio non è un giudizio, è per lo più una sensazione a pelle, il mio sesto senso funziona benissimo e in pochi minuti so già se una persona mi starà sulle scatole, si rivelerà una delusione oppure no.
Mi piace definirmi un’attenta osservatrice e, a differenza di molti, ascolto il più possibile il mio istinto.
Per alcuni (pochi ma buoni) sono un libro aperto; le persone più vicine sanno riconoscere ogni espressione del mio volto e, ammetto, non sono molto brava a nascondere quello che mi passa per la mente, forse è per questo che preferisco dirlo direttamente in faccia e senza fronzoli o giri di parola.
Non è di certo facile starmi accanto, a volte neanche io riesco a capire che diavolo mi prende e l’unica da cui tollero critiche incondizionatamente sono io stessa.
Ma, accettate le stranezze e le molteplici cose che non sopporto, può essere piacevole avermi attorno.
Suona presuntuoso? Beh, forse lo è; se continuerete a leggermi, per noia o per divertimento, potrete valutare voi stessi.

Il mio racconto, come un diario di bordo della mia mente, parte dal mio trasferimento in una grande metropoli (che chiameremo Worldtown) con il mio migliore amico, il metallaro della porta accanto, l’uomo che sussurrava alle bestie di Satana (lo chiameremo più semplicemente: Brutal).

Brutal e io abbiamo affittato un bilocale a Worldtown per tagliare il cordone ombelicale, che ci legava a doppio nodo, con la nostra amata città natale.
Proveremo a vivere della nostra arte: la sua musica e la mia scrittura.
Non sarà facile, ma “se non ora, quando?!”.



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