venerdì 2 settembre 2016

2. Si parte

ATTENZIONE: [i fatti e i personaggi qui descritti sono inventati (...forse). Ogni riferimento, quindi, è puramente casuale. Se qualcuno si “riconoscerà” o si sentirà offeso, potrà essere solo per due motivi: o perché particolarmente egocentrico, o perché ciò che dico non è completamente delirante (il che è anche peggio).]

Il giorno della partenza è finalmente arrivato.
Il mio stato d’animo altalenante tra entusiasmo e ansia incombente.
Abbiamo in fine deciso di partire con la macchina di Brutal, scelta non proprio brillante viste le condizioni in cui verte.
Il problema non è tanto perché ha una Punto “vecchio modello” (per non dire che ha portato a spasso la bisnonna di Daisy), né per il portabagagli praticamente inesistente visto il “trasloco” che dobbiamo fare in due… Ma perché è una macchina che tocca i 50 km/h solo in discese e se qualcuno la spinge!
Sarà un viaggio mooolto lungo, un interminabile giorno; ma lui non vuole rinunciare alla sua Saetta: chiamata così per l’evidente graffio a forma di fulmine su una fiancata (avevo proposto di chiamarla Harry Potter, ma il dito medio di Brutal è stato un’eloquente risposta).
Ho quindi deciso di prendere il tutto come “avventura on the road” per evitare di litigare ancora prima di arrivare a Worldtown.

8:00 del mattino. Ultimi saluti strazianti fuori dal portone con i vari parenti e amici venuti apposta nonostante l’orario.
Il cielo è limpido, le strade non ancora battute dal traffico, almeno in questa zona.
Abbraccio mamma e papà, nonostante l’età ammetto di aver un grosso groppo in gola; piangere non è da me, non si abbina alla mia maglia punk e ai miei capelli rosso fuoco e… non volevo rendere tutto ancora più difficile di quanto non fosse già.
Brutal saluta i suoi genitori e la sorella. È sempre stato piuttosto taciturno, ma si capisce che anche lui trattiene tanto di quello che sta provando.
Sembra quasi ridicolo, abbiamo 25 anni, non siamo più dei bambini, abbiamo fatto parecchi viaggi e desiderato questo momento più di ogni altra cosa… ma… adesso che si sta concretizzando tutto, mille dubbi e paure ci assaltano.
Non saprei come spiegarlo altrimenti senza risultare ancora più patetica. Ma in fondo è questo quello che si prova: una strana sensazione di “addio”, nonostante la consapevolezza che tra festività e vacanze sarà sempre possibile vedersi.
Salutiamo i nostri amici, la vecchia band di Brutal, i cugini.
Si chiudono gli sportelli.
Si avvia il motore.
La musica assordante, già di prima mattina, dalla radio in macchina, sembra voler annunciare a tutti la nostra partenza.
Un inchino di arrivederci alla nostra città, alla nostra vita passata e un benvenuto al nostro futuro.

8:15... Si parte.


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